giovedì 27 giugno 2013

Contatto con un'Anima tormentata, in cerca di luce e di una via di liberazione...

Questo resoconto ci arriva in data 22 giugno 2013.

Notte calda...la più calda dall'inizio dell'estate, nella mia zona.  Stavo terminando una relazione per un incontro di studenti universitari cui avevo partecipato.

Finito il lavoro, spensi il computer, mi alzai e aprii qualche cassetto per prendere un cambio di vestiti poiché desideravo andare a fare una doccia.  Mentre ero intenta a queste azioni del tutto ordinarie e banali, un'ispirazione raggiunse la mia mente, suonava circa così: "tra poco arriverà qualcuno per te, qualcuno che ti cerca e che vuole qualcosa da te". L'ispirazione era precisa, non mi angosciava, era un'informazione che ritenni veritiera.

"Staremo a vedere allora", mormorai, e prosegui nella scelta degli abiti.

Dopo la doccia, cambiata, tornai nella mia camera. Pensavo di sedermi sul letto, meditare un poco, e poi provare a dormire, ma c'era già qualcuno nella stanza.

Qualcuno che non riuscivo a vedere, eppure ne avvertivo chiaramente la presenza.

Nonostante la vividezza di tale percezione, decisi comunque di coricarmi.

- Non sono un granché disponibile come "sensitiva" - pensai mentre sistemavo il cuscino.

Ma la presenza, lo spirito che era venuto a cercarmi, non voleva darsi per vinto. Ben lungi dall'interpretare il mio gesto indifferente come un segnale di poca apertura e disponibilità nei suoi confronti, mi sferrò quello che a prima vista pareva un attacco.

Sentii la sua massa energetica venirmi praticamente addosso, riuscì anche muovere le lenzuola del letto.

Ne fui tutto ad un tratto terrorizzata, ed inviai un intento di preghiera al mio spirito guida, o angelo custode, come lo volete chiamare... lo implorai di mandare via quell'entità, che oltre tutto non riuscivo a visualizzare né ad identificare.

Eppure il mio angelo non si mosse in mia difesa.

- Ti prego...!!! - supplicai con tutto il cuore, e allora lui mi diede un indizio.

"Non intervengo perché questo spirito è la povera anima di..." e disse un nome, il nome di un uomo.

- Ho già sentito questo nome... ma sì...ora ricordo... -. Ricordai quell'uomo, era uno che abitava, con la sua famiglia, vicino a casa mia. Era diversi anni prima, poi si erano trasferiti.

- Sei morto allora... - dissi - e sei venuto da me...cosa vuoi da me? Perché mi hai praticamente aggredita, mi fai paura -.

Mi aspettavo forse un qualche tipo di scuse da parte sua, di gentilezza, di spiegazione razionale.

Quello che però "mi arrivò" fu una spiacevole sensazione di tormento, di ansia, oserei dire quasi di panico.

"E' un'anima che soffre aspri tormenti" - parve ispirarmi il mio angelo, sempre accanto a me.

- Non è una giustificazione per spaventarmi... - replicai - oltretutto ha una famiglia, e io non sono una sua parente, né una sua amica -.

A questo punto mi parve che il mio angelo mi "guardasse" con un vago intento di rimprovero.

(resto dell'idea che, salvo eccezioni, è bene che siano i famigliari o i cari amici a pregare per il defunto, non coloro che, a parte una conoscenza formale, sono praticamente degli estranei. Eppure ho pregato per un sacco di gente a me sconosciuta, conoscendola davvero solo quando erano sciolti i loro legami col corpo fisico e con questo piano di esistenza).

"Compassione" - questa fu l'ispirazione che il mio spirito amico mi rivolse.

- E va bene - mi arresi - che cosa vuoi da me? -.

Sono come immerso in un buio che mi stanca e mi impedisce di trovare una via per la pace.

Queste furono le parole che quell'anima tormentata mi rivolse, e quando giunsero alla mia coscienza, io provai di riflesso parte del suo perosnale terrore e mi venne voglia di chiudere il contatto, di rinunciare all'esperienza e all'aiuto che forse potevo dargli, e di scappare via, perché mi pareva un'anima troppo "pesante" per me.

Non so poi cosa potessero esattamente voler dire queste sue parole, o meglio, lo so per intuizione spirituale, naturalmente quel povero spirito non si riferiva al buio inteso come "luci spente" o "notte".

Si riferiva piuttosto, secondo me, ad un buio dell'anima, ad una condizione spirituale angosciosa, senza pace, senza consapevolezza, senza amicizia, senza protezione...

In quel momento, finalmente, riuscii anche a visualizzarlo. Somigliava in effetti a come lo ricordavo, anzi, visualizzandolo, mi parve di poterlo riconoscere del tutto. Un uomo robusto, di mezza età, scuro di capelli e piuttosto alto.

Purtroppo aveva un aspetto terribile, gli occhi aperti, sbarrati, proprio lo sguardo di chi prova terrore e angoscia, il volto pareva bagnato di sudore e le labbra erano contratte in un'espressione di sofferenza.

Mi venne ulteriormente voglia di chiudere il contatto, peraltro avvenuto spontaneamente (io non sono una medium, non me le vado mica a cercare queste cose e anzi sconsiglio di farlo, visto il pericolo di imbattersi in entità molto pesanti dal punto di vista energetico, diciamo così).

E lo feci. Sì sì, ebbi paura e chiusi il contatto.

Uscii da una specie di "trance spontaneo", da uno stato di Coscienza che permette di essere molto recettivi nei confronti di energie e di intelligenze spirituali vicine o distanti (vicine o distanti nello spazio e/o nel tempo per come noi li intendiamo).

Ribadisco che il tutto fu spontaneo nel senso che non lo volevo, non lo avevo programmato, né cercato, né avevo applicato tecniche per farlo accadere o gestirlo.

E infatti chiusi il contatto, non volevo saperne, ero spaventata.

Ricordo che (ero seduta sul letto), mi gettai ad abbracciare il cuscino e poi a guardare la mia camera, la luce ancora accesa...la luce...la mia dimensione terrena, di materia densa, le cose famigliari, nessun pericolo, nessun terrore, solo la mia stanza, il mio corpo, la solidità degli oggetti, casa mia.

Confortata da quello che i sensi del corpo fisico mi rimandavano, decisi di archiviare l'esperienza come una specie di brutto sogno, sebbene sapessi che sogno non ero. Ma brutto sì...

"Cosa ti ha spaventata così tanto?" mi chiese il mio angelo "il buio?"

- No. Non ho paura del buio. Era il terrore di quello spirito, lo avvertivo di riflesso, avevo cercato di opporvi la mia razionalità, di dirgli che il buio è solo assenza di luce, e non presenza di dolore, e che il terrore non è una conseguenza del buio che sta fuori di noi, ma è il dover affrontare qualcosa che sta dentro di noi, una responsabilità, un rimorso, un giudizio... -.

"E' troppo questo per lui" tagliò corto il mio angelo "non hai visto che era come inebetito? Non poteva capire il tuo invito a farsi coraggio ed affrontare il buio del suo spirito".

(Non poteva capire, non può capire...non è elevato...è troppo immerso nel suo personale terrore, incomprensibile agli altri, perché ogni anima tormentata è sola nel suo tormento, e non può ascoltare parole razionali e gentili).

- Mai incontrato uno immerso in questo tormento. Un'altra volta mi ero allontanata, non potevo farci niente...ma di lui non me l'aspettavo...pareva uno zombie, no peggio, uno zombie terrorizzato. E ha terrorizzato anche me. Non lo so gestire. E quindi, ti prego di mandarlo via -.

Mi parve allora che l'angelo si muovesse, in risposta alla mia supplica, e ne avvertii la presenza nota, rassicurante e potente al mio fianco. Capii che dava un comando e seppi dentro di me che finalmente sarei stata lasciata in pace per il resto della notte.

Così mi addormentai con la presenza angelica al fianco...

Il mattino seguente mi svegliai molto preso, per il caldo e perché qualcuno, dall'altra parte della via, era uscito con la moto facendo rumore.

La luce del mattino...ero sollevata, tanto che volli alzarmi subito e gettarmi alle spalle ogni strano ricordo della sera precedente.

Andai a fare colazione e poi iniziai a pensare a come organizzarmi la giornata. Non dovevo andare al lavorare, era sabato e avevo voglia di riposare e di svagarmi.

- Oggi  voglio riposare e divertirmi un poco, mettere a posto l'armadio, leggere quella rivista che ho comprato due giorni fa e ho a malapena sfogliato... -.

"E pregare anche!!"  mi interruppe con veemenza il mio angelo.

- Grazie per ieri sera... -

"Figurati. Dovere. Ma ora anche tu hai un tuo dovere... "

- Non voglio rivederlo, neanche in pieno giorno! -.

"Non lo rivedrai. Puoi pregare e portargli aiuto senza necessariamente doverlo visualizzare e Sentire, lo sai...".

- Come per altri? Un'ordinaria preghiera, diciamo così? -.

"Se puoi ritenere che una preghiera possa mai essere...ordinaria...!!"

Detto questo, l'angelo mi lasciò, probabilmente ritenendo di avermi responsabilizzata a sufficienza e non volendo investire altra energia per farsi udire sensibilmente da me, che nel frattempo avevo aperto l'armadio e stavo pensando di tirare fuori tutte le magliette a maniche corte, visto il caldo che ormai arrivato.

Dopo un po' però mi decisi a pregare...

...pregai per un'ora, un'ora e mezza e tenni accuratamente lontana da me ogni percezione spontanea, varia ed eventuale.

Ad un certo punto della preghiera - non so quanta energia mi ci volle - fu ebbi un senso di liberazione.

Lasciai allora che l'immagine si formasse nel mio schermo mentale, era un'esplosione di Luce, come un grande sospiro, un "finalmente Ti vedo" !

- Ha fatto il salto? E' andato su? E' tornato da Lui? (da Lei, da Loro)? -.

"Hai visto, non ci voleva molto..." disse il mio angelo, facendosi udire di nuovo.

Io mi sentivo improvvisamente esausta però, come se mi fosse costata una bella quantità di energia.

- Ma almeno ce l'ho fatta ad aiutarlo? E' migliorato -.

"E' in lode perenne!"  Esclamò il mio spirito amico, avvicinandosi un po' con la sua morbida, confortevole presenza.

Potevo tornare alle mie ordinarie faccende di un pigro e caldo sabato mattina.

Scivolare tra i mondi è meraviglioso, a volte mi fa paura, altre volte mi da gioia.

La preghiera è il nostro strumento più potente assieme ad una vita quanto più possibile ordinata, limpida, onesta, sincera, amorevole.

E i nostri angeli sono con noi, se li preghiamo prima o poi si faranno sentire quando sarà il momento opportuno...e quando noi saremo abbastanza attenti e recettivi.

Tuttavia, vi lascio con questo consiglio: pregate per le povere anime di quelli che avete conosciuto, parenti, amici, o semplici conoscenti. Pregate come potete, con il rosario, oppure anche con parole vostre, con la visualizzazione creativa, con l'intento veicolato da parole o dal canto, ma pregate per quelli che "il buio li vuole inghiottire e non ce la fanno da soli a capire che il buio che solo da terrore sta dentro e non fuori della nostra coscienza, del nostro cuore".

Ma per chi riceve e accoglie l'Amore, c'è sempre un destino "di lode perenne".

Resoconto di un'esperienza percettiva di Francesca The Red Haired Girl.









lunedì 25 marzo 2013

Un'entità è venuta in casa mia, ma poi si è allontanata.

Questo resoconto è interessante perché è in linea con le descrizioni che, praticamente in ogni parte del pianeta, molte persone forniscono riguardo un certo tipo di entità (di intelligenze altre da noi, di energie) con cui entrano in qualche modo in contatto.

"Penso sia accaduto verso mattina, ma era presto, tanto presto. Albeggiava appena, credo, perché poca luce filtrava dalle tende. Lascio sempre le tapparelle, o veneziane come le chiamano alcuni, un po' sollevate per non dovermi alzare al buio al mattino. Però il sole non splendeva ancora, saranno stati i primi bagliori dell'aurora quelli che gettavano una luce debole nella mia camera.

Posso dormire ancora un pochino...

Stavo per girarmi sul fianco sinistro per allungare la mano e premere il tasto che, sulla sveglia, illumina il display. Volevo leggere l'ora, ma non lo feci perché mi accorsi che non ero sola.

C'era qualcuno nella mia camera. Ebbi questa nitida impressione, questa percezione di presenza.

Non lo vedevo, ma lo sentivo... avvertivo il suo campo, l'energia compatta che emanava. Doveva essere circa ai piedi del letto, sul pavimento, ma di certo era alto perché il suo campo riempiva mezza stanza.

Ero confusa, sentivo senza visualizzare niente, ma quell'entità aliena, o spirito, come direbbero i più (gli spiriti, queste intelligenze "altre da noi", possono anche essere definiti "alieni a noi" perché non sono umani, né hanno un corpo denso come il nostro) dovette intuire la mia difficoltà perché cercò di rendersi anche visibile e ci riuscì. Probabilmente il dispendio energetico non è da poco, per alcuni di essi, per altri forse meno, ma penso che ci sia una volontà di fondo, almeno spesso, da parte dell'entità - nel senso che è l'entità che desidera essere vista e percepita e fa in modo che un essere umano vi possa riuscire, contando anche sulla sensibilità e recettività della persona umana in questione.

Quando mi apparve, pensai che era simile ad altri che avevo visualizzato altre volte in passato, ma non identico, perché anche "gli spiriti" sono tutti diversi gli uni dagli altri, a volte molto diversi a volte più somiglianti, ma vi è tra essi, come tra noi (forse anzi più tra essi) una grande varietà.

L'entità che visualizzai era uno spirito demonio. Ne aveva tutte le caratteristiche.

Si presentò sotto forme similmente antropomorfe, era snello e longilineo, eretto nel portamento e sarà stato alto almeno 180 cm..... ce ne sono di più piccoli come di più massicci, ripeto, la varietà è enorme.

Non indossava indumenti o almeno così mi è sempre parso. Salvo eccezioni, non mi pare indossino vestiti. Alcuni dicono che non sono nudi, ma hanno una sorta di "tutina attillata". Per me semplicemente non hanno abiti perché non ne hanno nessun bisogno, né a livello energetico, né culturale, diciamo così. Gli abiti sono una cosa umana. Anche se gli Angeli si fanno visualizzare vestiti - ma questo serve a noi umani, è simbolico, penso...gli spiriti non hanno bisogno di vestiario e stoffe varie, tutta questa roba appartiene al mondo materico e alla società umana.

Quindi niente abiti. Nudo, snello, di colore circa grigio-verde. La pelle appariva molto liscia (una volta oltre a visualizzarne uno lo toccai anche: fu come penetrare un qualcosa fatto di particelle, quella che a me pareva pelle era una sorta di energia, vibrava ed era come un fluido vellutato).

Al tatto, sembrano fatti di una sorta di flusso, di fluido di particelle di un qualche tipo. Hanno un volume, occupano uno spazio...hanno penso anche una massa, di conseguenza, non certo pesante come la nostra. Saranno pochi grammi...

La forma della testa di questa entità era davvero tipica. Proporzionalmente più grande della nostra rispetto al resto del corpo (ma anche gli altri erano più lunghi), priva di capelli, dalla forma leggermente allungata.

Si voltò di profilo (raramente fissano negli occhi, per loro evidentemente fissare negli occhi qualcuno ha altri significati oppure veicola un qualche tipo di azione energetica.....fatto sta che quasi mai fissano direttamente. Altre volte mi è parso di notare che guardare frontalmente una persona per loro significhi volontà di attacco energetico, oppure una pregnante richiesta, mentre mostrare il profilo o il volto per tre quarti è un segnale di non aggressione. Io almeno ho inteso così, tanto che a volte se loro mi sono frontali, sono io a girare la testa di profilo ed è la stessa cosa, lo stesso segnale dato e loro lo interpretano come assenza di volontà bellicosa o di situazione estremamente particolare. E' anche poco conveniente dare le spalle completamente o rimanere ostinatamente dietro un'entità che si è voltata. Capire in quale modo è girata un'entità è reso possibile da una visualizzazione sufficientemente dettagliata oppure da una spiccata sensitività ai campi di energia emessi, ma ci vuole esperienza).

Si voltò di profilo (vedevo il suo profilo sinistro) e accennò ad un sorriso. Il suo viso era molto magro, gli zigomi alti. Aveva un aspetto adulto. Non hanno età biologica ma era apparso come "persona adulta e matura", lo si potrebbe paragonare ad un uomo circa sui 40 anni, quindi nel pieno di una maturità attiva.

Le entità come questa hanno occhi grandi, solitamente scuri (ma ne ho visti anche in altre varianti di colore, verdi, castani, rossastri, ocra, violacei, e persino azzurri). Aveva le orecchie, di forma e dimensioni normali, la punta un po' più allungata della nostra, ma non molto. Il naso era molto piccolo.

Persi il contatto dopo pochi istanti e non ricevetti alcun messaggio da quell'essere, né in forma verbale, né per ispirazione o "forma pensiero".

Per precauzione, provai ad impostare un'azione energetica blanda, un esorcismo minore, ma pronunciato con dolcezza, lentamente, che poi non portai a termine poiché non avvertii più la sua presenza e compresi che se ne era andato spontaneamente. Sarà stato solo un osservatore: tutti noi siamo sotto osservazione in realtà, chi più e chi meno. Secondo me è raro che vi sia una persona al mondo che non è mai stata osservata e censita da queste entità. Ho provato a fare un disegno esemplificativo, ma purtroppo non so disegnare e così il disegno è solo vagamente somigliante all'oggetto della mia visualizzazione".



Si chiede di non copiare questo materiale grafico senza autorizzazione. 
Il disegno è stato realizzato nel mese di marzo 2013, a matita su carta comune quadrettata.









Per i... "tempi che verranno", converrà reggere in mano un fucile piuttosto che un ramo di ulivo (riflessioni sulla Domenica delle Palme)

Qui di seguito alcune intuizioni / ispirazioni relativamente alla festa cristiana della Domenica delle Palme appena trascorsa, il 24 marzo 2013.

"In questa domenica la Chiesa ricorda l'ingresso di Gesù a Gerusalemme, acclamato da una folla festante che sventolava rami di piante - palme, ulivi, fiori vari - e stendeva mantelli al passaggio di Cristo. Solo poco tempo dopo, la folla avrebbe mutato il suo grido osannante in un aggressivo urlo di morte.

...

Pioveva anche domenica scorsa, il 24 marzo del 2013, quando sono entrata in una chiesa parrocchiale per la Messa delle ore undici, l'ultima di quella mattinata.


Volevo cantare, per vincere la noia di quella giornata uggiosa, e così mi infilai tra i pochi coristi (non era la Messa principale, quindi il coro si era praticamente dimezzato).

Ad un certo punto della celebrazione iniziai ad avvertire un qualche tipo di ispirazione e presi ad ascoltare quelle intuizioni, anche perché, francamente, non ero troppo interessata a continuare a seguire l'omelia, per quanto il sacerdote fosse entusiasta e facesse del suo meglio per proporre tematiche coinvolgenti (parlava di dinamiche famigliari, deve essere uno che legge molte cose di psicologia e di certo conosce le Scritture, visti i vari riferimenti biblici che faceva al modello culturale ebraico, e poi cristiano, ma anche musulmano e via dicendo, oltre che laico).

Questa ispirazione veniva dal Cielo, cioè dalle dimensioni metafisiche che ci sono superiori in questo Universo "a specchio", multidimensionale.

Mi piacque ritenere per vero che, in quel momento, non solo il mio spirito amico, il mio Angelo, mi stesse parlando, ma che persino Gesù ad un certo punto volle mettermi a parte di un Suo pensiero, che suonava circa così:

"Guarda tutti questi poveri ramoscelli di ulivo recisi. Mi mettono solo malinconia in questo giorno che dovrebbe essere una festa, ma non lo è".

Improvvisamente, e per la prima volta in una domenica di festa, mi guardai attorno come se avessi "nuovi occhi", perché la mia Seconda Vista mi proponeva una visione dell'ambiente sotto luci e sfumature che ineriscono a condizioni spirituali, non soltanto ai corpi materiali.

Per un improvviso aumento di sensitività cominciai ad avvertire l'assurdità del contesto... quei rami di ulivo recisi davano solo tristezza al Signore. E quindi a me.

Gli alberi sono Creature di Dio !!

Inoltre - cosa ancor più deprimente che l'avere strappato quantità di rami a delle povere piante - era, nella Logica dello Spirito, notare come quel simbolo, quel rituale, non trovassi alcuna corrispondenza, o molto poco, nei Cuori e nelle Coscienze delle persone.

Mi era già capitato altre volte in precedenza e accadde ancora: vidi i volti delle persone deformarsi (alcune) oppure trasfigurarsi (altre).

Mi è stato spiegato che significa: quando accade questo fenomeno percettivo, le sembianze fisiche delle persone iniziano a riflettere le condizioni in cui si trova la loro Anima.

E' agghiacciante per me vedere quanto orridi diventano certi volti che, dal punto di vista meramente materico e quindi superficiale, potevano anche apparire imbellettati e ordinati a dovere. Si deformano come fossero fatti di cera che si scioglie per un grande calore. I lineamenti dei volti diventano grotteschi come delle maschere. Alcuni si gonfiano in maniera disarmonica, come fossero tumefatti. Altri smagriscono al punto da diventare scarni come la faccia di una mummia.

E gli occhi...gli occhi sono inguardabili, come se collassassero dentro le orbite o diventassero tutti scuri, non solo nella pupilla o nell'iride ma anche nella bianca sclera.

Almeno cinque o sei delle persone presenti in chiesa in quel momento divennero più o meno grottesche, imbruttite e deformate in varia maniera.
Fui vagamente dispiaciuta anche di notare che oltre la metà di esse non era più molto giovane... quindi si presume che abbia ancora solo pochi anni da vivere...e la sua Anima è così miserevole ora che manca poco alla morte del corpo...

Ma non tutte le persone assumevano tratti informi. Al contrario, altre tra esse si trasfiguravano. Quelle sono le Anime "in Grazia di Dio", le persone che davvero cercano di vivere la fede in modo limpido, coerente, impegnato. Le persone che hanno un cuore davvero onesto.

Un papà stava pettinando con le dita della mano i capelli della sua piccola bambina, per farla stare tranquilla e paziente fino alla fine della celebrazione. Quell'Anima dovette sentirsi osservata perché l'uomo, direi vicino alla quarantina, alzò la testa e mi guardò istintivamente, e il suo viso era luminoso, di una bellezza serena, limpida e pacifica.

La bambina si anche calmata e si lasciava accarezzare i capelli. La mamma stava seduta e ascoltava. Quella famiglia era bellissima.

Anche i quattro coristi avevano volti luminosi, come se emanassero una luce endogena circa dorata che ne trasfigurava i tratti annullando i segni dell'età ed eventuali difetti o asimmetrie anatomiche.

Vedere quei volti "di luce", vedere quelle persone "in santità" mi dava speranza e conforto.

Poi questa mia percezione, durata pochi minuti, ebbe fine e io tornai a guardare con vaga tristezza i rami tagliati degli ulivi.

Non penso sia un caso che le persone che mi erano apparse "deformate nei lineamenti" erano per lo più quelle che si erano curate di prendere i rami più folti e lunghi.

Peccato che tagliare delle povere piante e prenderne i rami più belli non serva a render pulito un cuore umano, linda un'Anima, elevata una Coscienza.

La Messa finì e io rimasi seduta ad aspettare che il flusso di persone varcasse la soglia ed uscisse sul sagrato.

Un'altra cosa desolante, e davvero "poco cristiana", è quella di affrettarsi ad uscire dalla chiesa quando ancora il coro sta intonando i canti di congedo, spesso a tema mariano.

Mentre la maggior parte delle persone lasciava l'edificio e i coristi riponevano partiture e testi, mi soffermai a meditare le parole di uno dei canti: "perdonaci Signore per le volte che abbiamo lasciato il tuo fratello morire da solo".

Per me "fratello" è una gran quantità di creature: esseri umani, ma anche angelici, e poi animali e piante...

Sono Sorella di tutto il Creato...

...,ma pensai soprattutto alle Anime. Quelle Anime belle, quelle Anime rese deformi dalla durezza del cuore. Chi vi può essere di più fratello e sorella, di più "nostro prossimo" di un'Anima?

Siamo Anime, con un corpo fisico. Il nostro prossimo non sono i corpi di chi abbiamo accanto, ma ancor più sono le Anime delle altre persone. Le persone sono Anime, sono Coscienza e molto più di essa, perché l'Anima è anche quando il corpo non è più o quando le funzioni del corpo e le ordinarie facoltà dell'intelletto sono andate perdute o interrotte.

Io ho iniziato un vero percorso...di spiritualità consapevole, di "conversione" solo quando ho potuto raggiungere un certo tipo di consapevolezza riguardo l'Anima immortale e riguardo l'esistenza di altri spiriti (avevo contatti a volte anche frequenti con defunti, angeli e demoni).

Pensai di dover chiedere perdono per questa indifferenza, per questa tiepidezza che persino chi sostiene "di credere" ha nei confronti delle povere Anime...

Se il Signore si rattrista nel vedere i rami recisi dei Suoi alberi, tanto più sarà amareggiato nel vedere come a quei simboli non corrisponde alcun "osanna del cuore".

Quanta indifferenza, e allora guardai a me stessa: come sarebbe apparsa la mia Anima, il mio volto, se avessi avuto moto di guardare anche me stessa così come avevo visto gli altri attorno a me?

Una volta mi capitò questa...questa grazia: ero luminosa, tuttavia nella luce il mio volto appariva teso e stanco.

Io vorrei già avere finito, qui sulla Terra, per poter lasciare il corpo e porre quindi fine all'esperienza terrena e continuarla nelle altre dimensioni. Sono stanca di fisicità. Stanca di essere circondata da persone ottuse, senza percezioni extra sensoriali, ma ancor più senza gentilezza, preoccupate solo delle circostanze economiche, del contingente materiale, o semplicemente preoccupate di alimentare ambizioni personali e stili di vita ego-orientati, inconsapevoli, sordi ai gemiti del pianeta, della natura, degli animali come pure delle altre persone. Ma forse un tempo ero anche io così, perché non conoscevo altro che il mio "io" con tutto quello che, prepotentemente, pretendevo per me stessa.


Pensavo che la chiesa fosse rimasta vuota, dopo che anche l'ultimo dei coristi se ne era uscito da una porta laterale, invece c'erano altre due persone: un uomo anziano che si era tolto il berretto e pregava silenziosamente in un angolo, e una giovane donna che sceglieva un rametto di ulivo.

Recitai sommessamente un'Ave Maria, e poi mi incamminai lentamente verso la porta di uscita. L'uomo anziano uscì quando vide che mi alzavo e la giovane donna, con mia sorpresa, mi rivolse la parola mentre già con la mano destra spingevo la porta per aprirla.

- Non mi piacciono questi rami di ulivo tagliati - disse - ma ne prendo uno per mia mamma, che ci tiene ad avere in casa l'ulivo benedetto -.

Meravigliata, replicai: - A me mettono malinconia, ci ho pensato proprio oggi per la prima volta... penso che a Dio interessi molto di più ... il nostro cuore che il ramo di ulivo -.

(A Dio interessano le Anime, di condurle in salvo nelle dimensioni sottili che chiamiamo Cielo, altrimenti esse cadono in condizioni energetiche tali che diventano appannaggio e preda degli alieni/demoni che le usano per il loro approvvigionamento, e non solo).

A questo punto la donna mi spiegò di come, quella stessa mattina, aveva tenuto il portone della chiesa aperto per un gruppetto di persone anziane e non solo, le quali le erano passate davanti, ingorde di avere i rami di ulivo più folti e belli, senza neppure ringraziarla per il suo piccolo servizio, per la sua cortesia.

E' il cuore che conta, è lo stato dell'Anima, e il Risveglio e l'Elevazione delle Coscienze... non gli oggetti, non i simboli, non i rituali, che sono vuoti se non vi è la ricerca del Santo e del Vero.

Ho salutato e ringraziato la donna e sono tornata a casa a piedi, con l'ombrello aperto sotto una pioggia sottile e fredda. Tutto contribuiva ad aumentare il grigiore di quella domenica...

... avevo trovato un piccolo ramoscello di ulivo che doveva essere caduto dalla mano di qualcuno, era per terra, e l'avevo raccolto. Per portarlo a mia madre, perché in effetti avrebbe fatto piacere pure a lei avere in casa l'ulivo benedetto. E poi la benedizione è una preghiera, quindi è "energeticamente performativa"...

Ad un certo punto della via, mi rifugiai sotto un porticato per ripararmi dalla pioggia. Camminavo reggendo l'ombrello nella mano sinistra e il ramoscello di ulivo nella destra..e proprio alla mia destra c'era un'armeria, aperta un paio di anni fa. Sfilai di fianco alla vetrina di quel negozio che esponeva balestre di precisione, archi sportivi molto costosi e piccoli fucili con mirino (non so che nome abbiano perché non mi sono mai interessata di armi da fuoco, anzi diciamo che non mi piacciono per niente e detesto la caccia).

Mentre passavo accanto alla vetrina dell'armeria, chiusa perché era domenica, il mio Angelo amico mi parlò e disse: - Per i tempi che verranno, converrà che tu abbia in mano uno di quelli piuttosto che un ramoscello di ulivo -.

Ammetto che rimasi piuttosto basita dalle sue parole. Eppure era serio e assertivo. Non scherzava affatto.

Per questo ho deciso di "fare rapporto qui" di queste mia esperienza e riflessioni. I tempi che verranno non saranno pacifici, ma turbolenti. Servirà protezione, dai demoni, sì...ma anche e penso soprattutto "dal nostro prossimo la cui Coscienza non è elevata" e quindi è facilmente preda di energie basse che lo conducono (anzi gli esseri umani stessi ci entrano) in schemi di comportamento nutriti da paura, angoscia, rabbia, violenza e stoltezza.

Poi disse: "Quando vi ho mandato senza borsa, né bisaccia, né sandali, vi è forse mancato qualcosa?". Risposero: "Nulla". Ed egli soggiunse: "Ma ora, chi ha una borsa la prenda, e così una bisaccia; chi non ha spada, venda il mantello e ne compri una. (Lc 22, 35-37)


Per quanto io non sia certo una che "prende le Scritture alla lettera", anzi cerco di pregare per capirne il simbolismo, in questo caso non la vedrei troppo come una metafora, o meglio, non la vedo soltanto come metafora ma come entrambe le cose: vere armi materiali, e vere armi spirituali.

Le armi spirituali, si sa, sono: la vita in Grazia di Dio, la preghiera, i sacramenti, la Parola di Dio che è "spada dello Spirito".

Le armi materiali...io detesto la violenza, ne ho orrore, ma la difesa personale e dei propri è legittima. E non diciamo che "porgi l'altra guancia" significava "subisci la violenza e il male senza far nulla, passivamente". Non voleva dire questo, ma soltanto di accettare di non poter cambiare tutto e tutti. La frase "porgi l'altra guancia" equivale ad una sorta di "let it be" (poiché non puoi avere la pretesa di cambiare quel che non puoi cambiare, quindi lo devi accettare in qualche modo) e non ad un "subisci e prenditele senza neppure provare a fare qualcosa".

Penso che preferirei allontanarmi da eventuali pericoli che verranno dalle altre persone (basta guardare comunque a certe situazioni che si sono presentate, in parte, in Grecia per farsi un'idea di cosa può capitare in un clima di disperazione e paura collettiva) piuttosto che imbracciare un fucile o una balestra e ferire qualcuno. Ma se ci capitasse di doverci difendere veramente? Possa la preghiera darci Luce in quei momenti...e possano le persone dalle Anime limpide, dalla Mente sveglia, dai Corpi liberi e dalla Coscienza elevata essere con noi quando la tenebra di questa crisi, di queste circostanze socio-economiche, morali e spirituali diventerà assai più fitta".



"Io Amo, Desidero, Cerco, Pratico la PACE. Ma questi non sono tempo di pace, lo sappiamo. Qualcosa di difficile è alle porte. Mi viene in mente il detto latino... si vis pacem, para bellum. Simbolicamente o meno, o entrambe le cose, dipende.".













lunedì 14 gennaio 2013

Sogni "profetici" sui prossimi tempi: secondo sogno

Come nel post precedente a questo, continuiamo ad esporre in forma riassuntiva i sogni che ci sono stati riferiti da una persona (che è sensibile, recettiva, che prega...e che ritiene in cuor suo che tali sogni siano ispirati "dall'Alto"). A voi di valutare secondo coscienza e sensibilità:

Secondo sogno: "Questo sogno l'ho avuto alcuni anni fa. Esso riguarda i tempi futuri ma... DOPO gli eventi che determineranno un grande cambiamento.

Riguardano cioè una nuova fase storica, successiva ad alcuni mutamenti anche incisivi nel presente ordine di cose.

Si tratta di una proiezione "in avanti nel tempo" di almeno quindici anni da ora, se non di più. Nel sogno ci sono io e... beh, mi viene da ridere a dirlo: non sono più una ragazza, sono una donna matura. Non anziana, ma neanche giovane come ora, cioè la differenza di età tra come sono ora e come ho percepito me stessa in questi sogni è palese: nel sogno mi è chiaro che il mio corpo è invecchiato. Per questo dico che secondo me ho potuto "gettare uno sguardo in avanti" di almeno una quindicina d'anni da ora, o forse di più.

So, per cognizione mia interiore durante il sogno, che "gli eventi che hanno determinato un grande cambiamento nel modo di vivere umano e nel Sistema di Cose del mondo", per così dire, sono avvenuti, hanno raggiunto il culmine e poi sono si sono esauriti.

Mi trovo nello stesso territorio dove abito ora, nell'Italia settentrionale. Lo riconosco. Però è cambiato, e sembra di partecipare ad una fase di ricostruzione. Molti edifici sono in stato di abbandono, altri sono danneggiati (da cosa? bombe? terremoto? non lo so dire, tracce dell'esplosione di bombe o di spari però non ne vedo). La natura è diventata più selvaggia in certi punti dove l'erba dei giardini e dei prati, non più curati, è cresciuta disordinatamente.

Le persone cercano di rivalutare il territorio e di restaurare gli edifici danneggiati per poterli nuovamente utilizzare.

C'è la necessità impellente di rendere abitabili le case, e c'è anche una scuola e altri luoghi per raccogliere ed istruire i bambini e i ragazzi. Vedo la scuola nel sogno perché è lì che mi trovo, con un gruppo di ragazzi.

Per me questo dettaglio, della scuola, è un "segno" che questo mio sogno non è "solo un sogno". Infatti ho potuto vedere esattamente dove viene costruita e poi restaurata la scuola. Da sveglia, mi sono recata in quel luogo che ho riconosciuto nel sogno: non c'è nessuna scuola, solo due o tre campi senza niente, solo erba e spighe...

Eppure pochi mesi dopo la mia visita intenzionale al luogo dove nel sogno c'era la scuola, passando in bicicletta per la strada che costeggia quei campi, sono rimasta meravigliata nel notare che qualcuno aveva piantato un grande cartello dove il Comune annuncia che il terreno è stato destinato alla costruzione di una...scuola comprensiva, elementari e medie.

Questo io non lo potevo sapere, e non ne avevo sentito parlare da nessuno. Questo è dunque un segno per me che il mio sogno non è solo fantasia.

La cosa che però più mi ha colpita di questo sogno non è il paesaggio, né l'attività delle persone: è l'energia naturale, della Terra, in cui tutto è immerso.

Cerco di spiegarmi, non è facile: nel sogno ho la netta percezione di essere immersa in un'energia naturale che c'è anche ora, ma nel sogno è molto aumentata.

E' come se l'energia cosmica, e l'energia terrestre quindi, fosse molto aumentata.

Le persone si comportano di conseguenze, e noi tutti godiamo di uno stato di forza, lucidità mentale e recettività ambientale amplificate rispetto a quelle di ora.

Sapete cosa è una scala Bovis? Supponendo di poterla utilizzare per misurare l'energia di una persona o di un ambiente, nel mio sogno tale energia misurabile è almeno triplicata. E lo è per tutti e dovunque.

Da questo derivano forza, salute, lucidità mentale, percezioni ambientali e un senso di entusiasmo, potenza, gioia che è collettivo, non solo individuale.

Molte cose sono andate distrutte, c'è molto lavoro da fare, ma la gente "sta bene per davvero".

In altre parole: grazie ad un cambiamento energetico, le coscienze delle persone che vedo accanto a me nel sogno, e la mia, sono Sveglie.

Anche quelle dei giovanissimi, grazie all'energia a disposizione.

Tutti sono energeticamente puliti, nessuno è bloccato. Nessuno è confuso.

Le persone cantano molto e si muovono molto. Spesso lavorano cantando e i ragazzi fanno molta attività fisica, si spostano a piedi e in bici.

I loro canti sembrano preghiere, sembrano una sorta di lode, talvolta non capisco la loro lingua, penso sia un "canto in lingue", che è una fenomeno mistico, spirituale, non meramente umano e mentale.

E' come se fosse avvenuta una generale "effusione di Spirito Santo" che ha portato ad un Risveglio della Coscienza e quindi di tutte le facoltà libere delle persone.

Si sta benissimo in questo sogno, ci si sente meravigliosamente bene come mai qui ora.

Non so quando si concretizzerà una tale situazione... comprendo che molte cose devono avvenire prima, e che ci sarà anche sofferenza, ma quelli che vivranno avranno poi consolazione modo di vivere una vita in una nuova pienezza.


mercoledì 2 gennaio 2013

La benedizione non è una superstizione, è una preghiera. Ci siamo dimenticati antiche tradizioni che avevano uno scopo e le persone una volta erano meno istruite, ma forse Sentivano di più...

Un tempo si usava chiedere al sacerdote di visitare le abitazioni e benedirle. Venivano benedette le famiglie, i bambini, i vecchi, gli animali della stalla, dell'aia e della casa. Venivano benedetti i campi e gli orti e i frutteti, i carri e poi le automobili, e il lavoro degli uomini.

Perché si faceva questo, e in certi luoghi o presso certe famiglie, si usa ancora chiamare un sacerdote per impartire queste benedizioni?

Per superstizione o auspicio? Per scaramanzia?

Agli occhi dei ciechi materialisti, dei cultori del raziocinio nemico tanto della Fede quanto della Ragione, tutto ciò appare privo di senso. Inutile.

Invece agli occhi di chi Ragiona, Crede e Sente, la benedizione è non solo utile, ma in certi casi proprio necessaria.

La benedizione non è una superstizione e non è una magia. E' una preghiera. Si prega Dio di bene-dire, cioè di bene-fare (di fare il bene e allontanare il male) alle persone, ai luoghi, al lavoro, alle bestie, alla terra...

Si prega Dio di "guardare con benevolenza" a quanto viene indicato e benedirlo, cioè beneficarlo.

Per questo alla benedizione va risposto "amen". Per questo alla benedizione deve corrispondere la volontà di accogliere il bene nella propria vita, il bene autentico, cioè di accogliere la Grazia.

Per accogliere il bene è necessario volerlo e orientarsi ad esso, rinunciando a quello che in coscienza sentiamo essere disonesto, illusorio, effimero, malevolo. Per accogliere la benedizione è necessario "pulire il cuore". La Grazia non può avere effetto in un cuore indurito al bene, pieno di sentimenti di rancore, vendetta e pregiudizio.

Gli eventi di bene si verificano nella nostra vita ma per accoglierli e viverli è necessario amare e ripulire il cuore.

La benedizione è una preghiera e noi la vogliamo e diciamo "amen" ma poi quello che accade: eventi, cioè fatti concreti, come pure ispirazioni, pensieri, idee, proposte, incontri, e anche prove e sofferenza, va vissuto "in stato di Grazia", "a cuore limpido".

La benedizione eleva le energie delle persone, dei luoghi, mette in fuga parassiti energetici e aiuta anche gli animali a rimanere integri.

Anche se non vi sentite di riuscire a credere fortemente, e dubitate ancora, anche se non vi riesce di pregare in modo ardente, e vi sentite aridi, anche se non riuscite ancora a rinunciare a tutto quello che la vostra coscienza - o chi più saggio di voi - o la vostra dottrina - vi dice essere "non buono", "non santo", chiedete la benedizione.

La benedizione può anche aiutare a "sigillare un proposito di bene" e trasformarlo col tempo in scelte ed azioni concrete.

Dio bene-dice, cioè bene-fa.

Possa dunque lo Spirito illuminarci e la Sua Pace abitarci in cuore ogni giorno della nostra esperienza ora e qui. Amen.

Obbedienti al mandato di Cristo, i pastori devono considerare come uno dei compiti principali della loro azione pastorale la cura di visitare le famiglie per recar loro l'annunzio della pace di Cristo, che raccomandò ai suoi discepoli «In qualunque casa entriate, prima dite Pace a questa casa» (Lc 10, 5).

Poiché il rito della benedizione annuale di una famiglia nella sua casa riguarda direttamente la famiglia stessa, esso richiede la presenza dei suoi membri.

Molti animali, per disposizione della stessa provvidenza del Creatore, partecipano in qualche modo alla vita degli uomini, perché prestano loro aiuto nel lavoro o somministrano il cibo o servono di sollievo. Nulla quindi impedisce che in determinate occasioni, per es. nella festa di un santo, si conservi la consuetudine di invocare su di essi la benedizione di Dio.

Nel disegno di Dio Creatore, anche gli animali che popolano il cielo, la terra e il mare, partecipano alla vicenda umana. La provvidenza che abbraccia tutta la scala degli esseri viventi, si avvale di questi preziosi e fedeli amici dell'uomo e della loro immagine per significare i doni della salvezza. 

Per lodare il Signore e invocare la sua benedizione anche in altre situazioni della vita che non sono espressamente indicate nei riti precedenti (come per esempio una riunione dei membri di una famiglia, oppure un'incontro per celebrare un particolare avvenimento. In date circostanze (fuori dalla Messa) si usa anche benedire il cibo e le bevande.

(cfr. http://www.liturgia.maranatha.it/Benedizionale/) 

Le benedizioni solitamente dovrebbero essere impartite da un sacerdote, ma se il sacerdote non c'è, anche un laico preparato può benedire, come pure i coniugi dovrebbero invocare l'uno sull'altra la benedizione del Cielo, e i genitori invocarla sui figli, e i nonni sui nipoti e viceversa, cioè la benedizione dovrebbe circolare tra i membri di una famiglia, di una comunità (formata da famiglie), tra gli amici ecc. Alla benedizione corrisponde una reale volontà di bene e di fare il bene, cioè di amare gli altri, il Creato tutto, su e su fino al Creatore.

Opposta alla benedizione è la maledizione. E' la volontà malevola verso qualcuno che può in certi casi tradursi in azioni volte a danneggiare qualcuno o qualcosa. Ma la maledizione è anche la condizione di chi non vive l'Amore di Dio, di chi non corrisponde all'Amore di Dio e non vive la sua esistenza secondo l'Amore e secondo il ruolo che Dio-Amore gli ha destinato nella scala "degli Esseri e delle Cose che sono".

Il Signore ti benedica
e ti custodisca.
Mostri a te la Sua faccia
e abbia di te Misericordia.
Volga a te il Suo sguardo
e ti dia Pace.
Il Signore ti Benedica.


Questa è la pergamena originale
della benedizione di San Francesco,
custodita ad Assisi
nella Basilica Inferiore,
nella parte bassa della pergamena,
notiamo il grande Tau, con il quale
San Francesco era solito firmare
le sue lettere.






sabato 22 dicembre 2012

"Da reiki al rifiuto di reiki, alla scelta cristiana e non spiritica": una testimonianza

La seguente testimonianza è stata fornita da una ragazza che, dopo un'esperienza con reiki cui ha fatto seguito, come affermato, un contatto di tipo spiritico, ha deciso di fare una scelta di fede cristiana.



Questa è una “testimonianza” … vorrei raccontare una serie di fatti che sono stati direi decisivi nella mia storia di conversione personale e di ricerca spirituale e morale. Vorrei anche parlare di come ho infine deciso di essere cristiana e di come tutto questo è accaduto grazie a Maria, alla figura e all’intervento della Madre di Gesù.

Nel 2006 conobbi una ragazza che mi fu subito simpatica perché era una persona dolce, calma e riflessiva. Lei praticava il reiki e le piaceva molto. Io avevo avuto precedenti contatti, nell’ambiente universitario, con persone che avevano praticato lo spiritismo, anche se personalmente non mi ero mai fatta coinvolgere in queste loro attività. Tuttavia, quando quella ragazza, peraltro del tutto avversa a sedute spiritiche e cose del genere, mi propose il reiki, io fui tentata di accettare perché non lo consideravo una cosa esoterica, bensì una disciplina come altre, di origine orientale (giapponese per la precisione) ma comunque senza implicazioni esoteriche o spiritiche o metafisiche. Non mi ero informata bene su reiki, mi ero fidata del fatto che reiki viene a volte praticato nelle palestre, nei centri benessere e persino in un paio di ospedali italiani. Ovviamente ero scettica riguardo ai benefici effettivi di reiki, ma escludevo anche che potesse nuocere. Infatti, quando vidi alcune persone eseguire un trattamento reiki su un’altra persona e tracciare simboli "muovendo il dito” sopra il corpo dell’altra persona, pensavo fossero tutte fantasie, o meglio, rituali suggestivi, che avranno avuto un significato culturale simbolico, come tutti i rituali e le preghiere, ma nulla più di questo. Non ero realmente interessata a reiki perché … sono una ragazza europea mentre reiki è giapponese, e io non ho mai provato il desiderio di conoscere cose diverse da quelle proposte dalla mia cultura, ma dato che avevo conosciuto quella ragazza e i suoi amici, alla fine decisi lo stesso di “stare al loro gioco”. Infatti ero curiosa e penso anche che, inconsciamente, volessi introdurre una novità nella mia routine quotidiana e nel mio modo di vivere di allora, che trovavo noioso. Inoltre, in quel periodo la mia relazione con il mio partner non andava bene e io mi sentivo triste ed insoddisfatta. E' la vita moderna, sapete, con i suoi ritmi, con lo studio frustrante, con un lavoro arido o precario, con relazioni umane insoddisfacenti, senza amore, a preparare a volte il terreno fertile per un'evasione nel preternaturale.
Immagino stessi solo cercando un diversivo, un modo per “consolarmi” da qualche amarezza che la vita mi aveva riservato.
Alla fine accettai di “ricevere” il primo livello di reiki da quella ragazza che avevo conosciuto, come un regalo da provare, un regalo che lei considerava comunque “buono” anche nel caso io avessi deciso di non farmene proprio un bel niente.
Io non mi aspettavo nulla da reiki, tuttava, durante il breve e semplice rituale di iniziazione al reiki, pensai che qualcosa di vero doveva esserci in tutta quella faccenda di simboli e di energia, perché non appena ricevetti questa “iniziazione al primo livello”, avvertii qualcosa tipo una scarica elettrica, e vidi una piccola esplosione di luce che non mi abbagliava ma assumeva i colori dell'iride, dell'arcobaleno, e poi diventava stabilmente di colore indaco. La luce che vidi durò un paio di minuti e poi scomparve, ma tutta la stanza era diventata per me di colore indaco: le pareti, i mobili, tutto. Per me esiste una distinzione tra il vedere con i sensi e il visualizzare in senso metafisico, metapsichico. Quest’ultimo nel mio caso consiste nell’interpretare immagini che si formano “sul mio schermo mentale”, ma tali immagini non sono casuali o prive di significato, anzi consentono di cogliere aspetti del Reale che ai sensi sfuggono. E’ una specie di “seconda vista”, di “vista metafisica”, di “vista spirituale” o di “veggenza”. Altre persone nella mia famiglia avevano questa facoltà, reiki non c’entra nulla con queste cose, accadevano anche prima e anche ad altri. Comunque torniamo ai fatti.
Nei giorni successivi all’iniziazione reiki, svolsi regolarmente le mie attività, andando al lavoro come sempre, vedendomi con il ragazzo che allora frequentavo, andando a fare la spesa e via dicendo... tuttavia, qualcosa in me era cambiato. Mi pareva di “avere addosso” una specie di energia, sembrava quasi di tipo elettrico. Mi sentivo “elettrificata”. Però stavo bene e quindi non diedi molto peso a quelle sensazioni, anche se talvolta erano molto intense, era come essere … un conduttore elettrico. Inoltre ero diventata ancora più sensibile e recettiva di quanto già lo fossi prima nei confronti di me stessa, degli altri e dell’ambiente, al punto da avere intuizioni e percezioni riguardanti le situazioni, le intenzioni altrui, le altrui emozioni e anche lo stato di benessere o di malessere degli altri, che prima non avevo. Ero diventata molto sensibile nel senso “come un’antenna”. Ero già “una persona antenna” fin da bambina a dire il vero, senza reiki o altre cose del genere e così mi ero limitata a pensare che reiki non avesse fatto altro che “risvegliare una sensibilità latente” che la logica del mondo e il modo di vivere materialista avevano offuscato. In effetti penso fosse così, e questa è una cosa positiva in sé, il problema era che reiki è una forma di canalizzazione dell’energia ambientale, e quindi può essere pericoloso perché può seriamente esporre una persona al contatto con entità spirituali anzi spiritiche negative, nocive, malintenzionate, ingannevoli o pesanti, cioè “che non si sono elevate, che non si sono santificate” (quindi, che sono perdute).
Non avevo bisogno di reiki per “ricordarmi che ero spiritualmente sensibile e che esiste l’Anima”, ma di preghiera e di una vita buona, solo che io non lo sapevo perché vivevo secondo il mondo, in modo materialista, egoista, opportunista.
Oltretutto non pensavo agli spiriti, né a Dio, che avevo relegato nel dimenticatoio durante gli ultimi anni del liceo, ritenendo il tutto una questione solamente antropologica e accademica, e niente di più.
Io non so dire cosa sia reiki nella sua essenza, cioè non so che cosa sia questa “libera energia”, di cosa sia fatta e da cosa sia prodotta. Per la scienza ufficiale, le teorie sull’energia cosmica, sul ki o prana sono “pseudoscientifiche” e non possono essere inserite nelle comuni indagini appunto scientifiche e di laboratorio, ma dato che si parla di energia un po’ ovunque, e spesso a sproposito, e che anche la fisica, per esempio, studia l'energia, e poi si parla di elettromagnetismo e di particelle, non mi meravigliavo di sentire parlare di energia anche in reiki, perché in fisica si dice talvolta che “tutto è energia” e in chimica si dice che “tutto si trasforma”, quindi perché non accettare il principio "ki" come in qualche modo attinente a qualcosa di scientifico e di reale, anche se la scienza occidentale non se ne occupa ufficialmente ? Alla fine non mi importava neppure molto di “definire a me stessa” cosa fosse reiki e di analizzarlo secondo determinati criteri di scientificità. Io lo praticavo così, “a tempo perso”, con moderata curiosità, e comunque subordinandolo sempre ai miei impegni ordinari.
Nonostante il mio atteggiamento scettico e distaccato, un pomeriggio che, così per “provare”, mi ero distesa sul mio letto e mi ero concentrata su quel “flusso di energia” e su quella “elettrificazione” da cui mi sentivo pervasa, mi meravigliai molto, e mi spaventai anche un pochino, di visualizzare accano al mio letto uno … strano essere. Compresi per intuizione che non era una persona umana come me ma che era un’entità spirituale, un altro tipo di creatura e di intelligenza.
Ero davvero stupita. Nonostante io non ci credessi che poteva esistere, e neppure ci sperassi, né lo desiderassi, quell’entità, quello spirito, quella creatura intelligente ma diversa da me, si era ugualmente manifestato. Era simile, nell’aspetto con cui mi riusciva di visualizzarlo, a molti altri del suo tipo che ebbi modo di visualizzare in seguito. Antropomorfo nelle forme, esile come un fanciullo, ma di aspetto “alieno”, dalle proporzioni poco umane, con arti lunghi e sottili, la testa grande e un po’ allungata e grandi occhi scuri dallo sguardo ardente. Non aveva abiti, non aveva i capelli. Era scuro nel colore, grigiastro e liscio. Avete provato ad immaginare un piccolo diavoletto? Togliete al prodotto della vostra immaginazione qualsiasi calzamaglia rossa, togliete anche eventuali ali, corna o coda, zoccoli da ariete o che altro di “iconografico e folkoristico”, rivestite poi questo esserino di una luce endogena dal bagliore scuro, ed ecco la creatura che si presentò presso il mio letto quel pomeriggio che mi concentravo sul fatto di essere diventata una specie di conduttore umano di un’energia non meglio specificata.
Quello spirito secondo me era un vero demonio, un piccolo demonio che mi guardò e per un istante parve turbato (in seguito pensai che non avesse affatto intenzione di rendersi visibile, ma che per qualche motivo io riuscii a visualizzarlo lo stesso), ma poi uno strano sorriso, sottile ed enigmatico, gli si delineò in volto. Dopodiché si allontanò da me e quando lo vidi muoversi mi ricordai “loro”, che gli avevo già visti quelli come lui: da bambina e da ragazzina, ma poi avevo “rinnegato” quelle mie percezioni, ritenendole frutto di fantasia o riflessi di luci e ombre. Quell’entità si muoveva nell’ambiente (nella mia stanza per la precisione) con un’agilità e una rapidità impensabili per un essere umano come pure per un animale. Lo percepivo come una … massa energetica appunto, sempre che abbia senso descriverlo così, per me ne ha. E’ fatto di energia.
Dire che era “una presenza” va bene ma è poco: una presenza è ancora qualcosa di vago, invece “loro”, queste entità, non sono vaghi, ma hanno una massa, occupano uno spazio possono muoversi in esso, ma in modo diverso come facciamo noi, sono diversi da noi. Sono diversi da noi nella loro natura e nella loro essenza, sono diversi in senso ontologico. Come dire che “loro” sono “altro da noi”, quindi sono “alieni a noi”.
Ero così meravigliata che uno di “loro”, degli spiriti che talvolta si manifestavano ai miei sensi quando ero ragazzina, fosse in qualche tornato alla portata delle mie percezioni. Allora non era immaginazione la mia! Ero bambina che mi pareva di vederli, e ne ho visti anche dopo, fino ai 13 o 14 anni circa. Poi mi ero come “chiusa a tutto questo”, senza saperlo, senza accorgermene, perché crescendo ero cambiata, avevo perso la mia sensibilità e pensavo piuttosto allo studio e alle relazioni umane. Era venuto apposta, quel diavoletto, o mi stava osservando da prima? Forse sì. Ma dato che anni di “cecità spirituale” sono duri a buttar via, una parte di me continuava a non volerci credere, ritenendo fosse una specie di “proiezione” della mia mente, o forse mi ero addormentata, e nel dormiveglia i miei sogni erano stati visitati da un piccolo demonio. Sì, doveva essere così, una specie di sogno, e neanche mi ero accorta di essermi assopita.
I giorni seguenti furono normali, tranne per il fatto che una mattina che mi trovavo in un autobus, vidi di nuovo quell’essere. A volte mi pareva che mi seguisse per un tratto di strada, o meglio, che camminasse al mio fianco, solo un poco più indietro, distante circa un metro dalla mia persona. Lo visualizzavo per qualche istante, poi non ci riuscivo più oppure lui andava via. Ma ne avvertivo la presenza (quando dico che “ne avvertivo la presenza” intendo dire che avvertivo l’energia che emetteva, il suo “campo di energia” e la sua “massa”) ed era quindi una presenza concreta, vibrante e compatta. Chi non ha mai fatto esperienza di queste percezioni diciamo “extra sensoriali” avrà difficoltà a capire. In realtà, penso che solo chi ha provato qualcosa di analogo possa comprendere cosa intendo dire: per me quello spirito, o altre entità di vario tipo, compresi gli Angeli, sono concreti nonostante siano puri spiriti. Non hanno un corpo come il nostro, tuttavia sono creature vere e concrete.
Inizialmente le apparizioni e le manifestazioni di quell’entità oscura erano comunque sporadiche, abbastanza diradate da darmi modo di pensare, ogni volta, che me lo ero in qualche modo immaginato.
La ragazza che mi aveva dato reiki ammise un giorno di avere anche lei percezioni simili e alle mie, riguardanti entità spirituali di vario tipo, alcune benevole e radiose (gli Angeli) e altre invece malevole, ambigue e oscure (i Demòni). Mi ricordai di quello che sentivo e visualizzavo da bambina ed ero felice che “il velo” su quello che ordinariamente è invisibile ai più, si fosse per me alzato una seconda volta.
Continuavo a non mostrare interesse in reiki per sé stesso, perché era una cosa orientale e a me non interessavano le altre culture, ma accettai di unirmi agli amici di quella ragazza, i quali avevano formato un gruppo per parlare di quello che le persone comuni o molte di esse, nella mentalità eccessivamente materialista e scettica, negavano. Parlavamo dunque di come la Realtà fosse complessa e popolata di una varietà di creature spirituali: angeliche, diaboliche, come pure le Anime. Parlavamo dell’Anima e loro erano convinti che noi abbiamo un’Anima, anzi che noi siamo Anime oltre che corpi. Lo penso anche io. Ogni tanto, due o tre serate al mese, ci incontravano liberamente per parlare, per pregare, per descrivere le nostre sensazioni e visualizzazioni. Per la ragazza che conoscevo, reiki era un modo, una tecnica diciamo, per affinare la propria sensibilità, e anche a livello etico, doveva servire a migliorare, ad “evolvere”. Venne fuori che il gruppo era di carattere sperimentale, cioè non c’era un insegnamento ma più che altro si condividevano esperienza di vario tipo e si “sperimentavano” modi di accedere a percezioni sempre più nitide nei confronti delle dimensioni spirituali e dei loro immortali abitanti. Parlavamo anche di Gesù, di Maria, dei vari modi in cui le culture e le civiltà umane avevano simboleggiato e descritto gli spiriti, e parlavamo dell’insegnamento morale e spirituale di Cristo. Non era un gruppo cristiano, era un gruppo di sperimentazione spirituale, diciamo così, composto da persone di idee abbastanza differenti, o anche dichiaratamente agnostiche. Parlavamo anche degli esperimenti condotti da altri, per esempio dal chimico Corrado Malanga, ma non facevamo mai contattismo, né ci interessava la medianità, tutto quello che avveniva per noi era e doveva essere spontaneo e non ci interessava di riuscire a riprodurlo come uno scienziato cerca di riprodurre in laboratorio il fenomeno che studia: non era questo l’approccio, volevamo sentirci liberi da qualsiasi metodo, anche se veniva spesso usato reiki, da molti (io non mi sentivo invece molto portata per esso e non me ne entusiasmavo).  I primi incontri furono piacevoli ed interessanti, e le persone erano cordiali, tranquille. Dopo un po’ però iniziarono a capitare cose che non potevamo controllare. Alcuni di noi, tra cui io, ci eravamo infatti accorti che ogni volta che ci riunivamo, altri esseri ci raggiungevano, sapendo che si sarebbe parlato di certe cose spirituali, che alcuni avrebbero forse usato il reiki. Mi accorgevo della presenza protettiva degli Angeli, ma anche di quella minacciosa degli esseri di tenebra, quelli scuri come grafite, o luminosi di bagliori belli ma sinistri, o che prendevano talvolta l’aspetto di piccoli draghetti o di serpenti. Venivano anche loro e una sera cercammo di mandarli via perché ci parve che volessero attaccare. Una donna fu attaccata. Io li vidi mentre le si avvicinavano e accadde che “entrarono dentro di lei” come se il loro corpo spirituale, la loro massa energetica che non so di cosa sia fatta, “si sciogliesse” nel corpo fisico della donna e lo compenetrasse. Quella povera donna cadde a terra e prese a dimenarsi convulsamente, terrorizzandoci tutti. Altre volte, gli Angeli riuscirono ad intervenire per impedire ulteriori attacchi, ma io non mi sentivo più sicura e dissi agli altri che forse potevamo usare dell’acqua benedetta o metterci a pregare, perché a me in quei momenti che gli spiriti venivano e ci osservavano o aspettavano il momento propizio per attaccare uno di noi, veniva voglia di mettermi a pregare. Era qualcosa di istintivo.
Dato che si avvicinavano le feste di Natale e alcune delle persone in quel nostro piccolo gruppo riservato volevano trascorrere del tempo in vacanza, decidemmo di sospendere gli incontri, anche perché uno degli ultimi “incidenti” aveva comportato il lieve ferimento di un uomo, il quale aveva avuto la netta sensazione di essere “graffiato” dalle unghie di mani invisibili, solo che la sua maglietta ne risultò sgualcita e la pelle effettivamente presentava dei segni rossi senza sanguinamento, ma che comunque parevano graffi, e non si li era procurati lui. Queste ci aveva spaventati perché era chiaro come le entità diaboliche che non riuscivamo a tenere lontane così bene ci attaccavano in vario modo, scegliendo tra noi la persona che in quel momento, per qualche motivo, era più vulnerabile e potevano agire in modo concreto nell’ambiente fisico, nonostante i costanti tentativi da parte dei nostri Angeli di proteggerci. Così decidemmo di sospendere gli incontri almeno per il periodo delle feste. Quello che capitava nel gruppo era interessante e io pensavo che molte persone avrebbero voluto vedere i fenomeni che avevamo visto noi per poterli studiare o per potersene fare un’idea, tuttavia noi iniziammo ad avere timore e a renderci conto che se le cose fossero andare sul serio fuori controllo, il tutto poteva anche avere conseguenze molto spiacevoli, come nel caso della donna aggredita e nel corpo della quale avevo visto due o tre entità “come avvinghiarsi e sciogliersi dentro di lei”, e forse quella donna era stata violata da quelle entità, da quegli spiriti o, come si dice nella tradizione cristiana, era stata posseduta. Ora io questo gruppo di persone con cui mi incontravo, anche se di carattere sperimentale e non dottrinale, penso di poterlo quasi definire “esoterico”, perché era riservato agli iniziati cioè a coloro che venivano ammessi, non era aperto a tutti indistintamente ma soltanto a quelli che invitavamo e non volevamo che fosse conosciuto all’infuori della nostra cerchia, talvolta neppure dai nostri famigliari o amici, più che altro perché pensavamo che gli altri, gli “esterni”, ci avrebbero solo criticati o considerati un po’ eccentrici, troppo “spirituali e sognatori” rispetto al loro materialismo, o ci avrebbero considerati “come degli eretici”, e non avrebbero mai potuto capire che noi lo facevamo per sperimentazione, per interesse diciamo “scientifico”, anche se talvolta le discussioni riguardavano comunque l’etica, il comportamento delle persone, il concetto del bene e del male, dell’onestà, dell’amore, della rabbia, del perdono.
Durante le vacanze di Natale decidemmo quindi di accantonare per un po’ tutta la faccenda e tornare alla normalità, mescolandoci di nuovo con chi “non crede vi possa essere su questa Terra altro all’infuori di quello che ordinariamente percepiamo con gli organi di senso o con adeguata strumentazione”.
Volevo rilassarmi e godermi le feste … ma una sera mi chiamò un tizio che conoscevo di vista perché era amico di alcuni missionari ai quali tempo prima avevo donato dei vestiti smessi e alcuni alimenti in scatola da inviare ad una delle loro missioni sparse per il continente africano e sudamericano. Mi disse che aveva organizzato un viaggio a Medjugorje e mi invitò. Erano tutti giovani e ci andavano così, sportivamente, alloggiando in una pensioncina, portando con sé solo poche cose indispensabili. Dato che sapevo che Medjugorje era in Bosnia (ci era già stata una volta, di passaggio per Mostar) e che gli inverni slavi sono freddi, non avevo nessuna voglia di lasciare il tepore di casa mia per andare a Medjugorje: non si poteva fare in estate un viaggio del genere? Cosa ci andavamo a fare all’ultimo dell’anno, a congelarci su per il monte? E quindi dissi inizialmente che non sarei andata con loro.
Nel frattempo però un’altra presenza spirituale iniziò a rendersi percepibile. Intuivo che faceva ogni sforzo perché io potessi, nella mia umanità, accorgermi della sua presenza. Era uno spirito pure lui, ma diverso da quella creatura oscura che per prima mi si era manifestata sensibilmente. Era diverso da “loro”, da quei “loro” che talvolta percepivo da bambina. Anche lui faceva però parte di quanto mi pareva di sentire quando ero ragazzina, e sapevo che era diverso dagli altri. Era uno spirito gentile. Era “pieno di luce” mentre gli altri mi apparivano oscuri, con bagliori oscuri, mentre lui era chiaro. Penso che nella sua natura sia come gli altri, che condividano tutti la stessa natura perché l’essenza è la stessa nonostante ogni loro diversità (io queste entità, chiunque esse siano, le trovo tutte diverse tra loro come siamo diversi tra noi, presi individualmente, noi esseri umani, eppure condividiamo tutti la medesima natura umana … ecco, anche loro condividono tutti la medesima natura spirituale, che alcuni chiamano “angelica”). Questo spirito che cercava di fare in modo che mi accorgessi di lui e lo prendessi in considerazione era chiaro, determinato eppure gentile, non mi attaccava, non mi era ostile, non era ambiguo. Era lo stesso che, un giorno che ero ragazzina, mi parve di visualizzare per un istante sotto le sembianze di un piccolo bimbo grazioso. Anche se io non ero stata educata a credere nell’esistenza degli spiriti, tantomeno in quella degli angeli custodi, ora posso dire che quello era il mio Angelo Custode. Dato che insisteva, anche se ero in vacanza “da tutta quella roba lì” e volevo solo rimanere tranquilla, alla fine gli diedi ascolto. Compresi le sue ispirazioni un giorno che, uscita di casa, passai davanti ad una chiesa e vidi affisso un piccolo manifesto che parlava delle apparizioni mariane a San Martino di Schio.
Oh, basta cose sovrannaturali! Adesso sono in vacanza … e poi l’ho visto quanto può essere pericoloso voler conoscere certe cose e andare oltre i limiti della nostra condizione umana, di poveri mortali.
Pensai così perché ritenevo di averne avute abbastanza, e che forse le cose materiali, per quanto talvolta “tristi”, “precarie come noi”, sono anche le uniche sicure perché appartengono alla dimensione terrena che ci è propria.
Sì, è vero che la dimensione materiale ci appartiene, e noi ad essa, per via del nostro corpo destinato a morire. Ma è vero anche che non siamo solo corpo, ma siamo Anime, e allora anche le dimensioni spirituali ci appartengono, e noi ad esse.
Mentre pensavo queste cose, nel mio cuore sentii una stilla di dolcezza e mi passò la paura. Sul manifesto c’era un’immagine di una statua raffigurante la Madonna, e aveva un volto dolce e umano, una vera donna, ma dolce, così dolce che pensai che non avevo motivo di temere, perché è una donna come lo sono io, e Lei è migliore di me e di tutte le altre donne, e allora se le mie amiche sono dolci, se mia madre, nonostante i suoi difetti, è dolce, tanto più la Madre di Gesù. Di Lui, devo dire, avevo un po’ di paura, e se pensavo a Dio, qualunque idea personale io avessi di Dio, provavo un tale timore che non ci volevo pensare proprio. Ma con Maria era diverso.
C’erano degli incontri di catechesi, pochi, che si tenevano tutti ravvicinati e poi si andava a San Martino di Schio e si faceva la consacrazione al Cuore di Maria, che è una consacrazione laica, non significa prendere i voti. E’ una cosa che ha chiesto la Madonna. Dato che mi ero sentita minacciata, anche se alla fine non ero stata aggredita, durante gli ultimi incontri del gruppo di cui facevo parte, pensai che la protezione della Madonna mi sarebbe tornata utile. Non che avessi chissà quale fede, ma mi pareva una cosa innocua e anzi benefica … così partecipai alle catechesi per adulti, che poi non erano delle vere e proprie catechesi, ma si parlava di quello che era successo a San Martino, si parlava anche lì di etica e di “segni dei tempi” e io pensavo che alla fine il tutto avrebbe potuto integrare quello che avevo elaborato nell’altro gruppo, perché i risvolti etici erano in parte simili, solo che noi non parlavamo “in modo cristiano” e ci interessavano più i fenomeni da osservare e descrivere in sé stessi che la loro interpretazione spirituale o morale. Dunque andai a San Martino e quando tornai a casa dopo la consacrazione, mi parve che quello spirito chiaro che avvertivo essermi estremamente benevolo e che era anche riuscito a manifestarsi ai miei sensi pure lui per qualche istante, ma non come una specie di “agile folletto” o di “goblin”, bensì sotto le sembianze di un giovinetto dai capelli biondi come il grano, fosse molto felice.
Era tanto felice che io non riuscii proprio a dirgli di no quando mi propose di “rendere omaggio alla sua Regina”, come lui chiama la Madonna, accettando di unirmi a quei giovani che andavano a Medjugorje. Avevo detto di no a chi organizzava il viaggio, ma dire di no a quello spirito mi pareva davvero una cosa “poco carina”. Così preparai una borsa con dentro i maglioni più pesanti che avevo, indossai gli scarponi da montagna e un giaccone e, dopo avere parlato brevemente con l’organizzatore, mi presentai al luogo della partenza. Erano le cinque del mattino circa, era buio, faceva freddo, avevo sonno, e il mio Angelo era tutto contento e, pur non potendolo più visualizzare, mi pareva che mi seguisse da vicino, stando dietro la mia spalla destra, e vibrasse di soddisfazione.
A Medjugorje faceva effettivamente molto freddo, sì, ma non pioveva. E meno male, perché la pioggia non l’avrei tollerata, me ne sarei rimasta tutto il tempo chiusa in camera se avesse piovuto. I miei compagni e compagne di viaggio erano simpatici, con qualcuno di loro sono rimasta in contatto anche dopo. A Medjugorje tutto andò bene e io mi sentivo tranquilla, al sicuro, l’avevo preso come un viaggio di piacere … ma una mattina andai a Messa e trovai un giovane uomo, era lì a Messa anche lui e c’era molta gente, eravamo tutti vicini e noi eravamo arrivati presto e ci eravamo seduti in prima fila. Questo ragazzo penso lo conoscessero gli altri, io personalmente no, perché non conoscevo tutte le persone del gruppo, solo alcune, ma tanto stavamo tutti insieme durante le celebrazioni. Questo ragazzo era normali, come molti altri, ma durante la Messa e la preghiera a volte iniziava ad agitarsi molto, gli veniva una specie di attacco di panico a volte tanto intenso che si sentiva mancare. Quella mattina a lui venne una di quelle crisi e si afflosciò a terra. Dato che mi era stato insegnato, ad un corso per volontari, come soccorrere una persona e come accertarsi che i suoi parametri vitali siano accettabili e stabili, vedendo che aveva perso conoscenza mi chinai su di lui per controllare che almeno respirasse regolarmente e vedere se si riprendeva, come era già successo un’altra volta. Lo chiamai e lo toccai e mi accorsi che non era svenuto. Era come “incantato”. Teneva gli occhi aperti e guardava fisso davanti a sé, ma pareva essersi estraniato da tutto quanto lo circondava. Quando mi avvicinai di più al suo viso per vedere se mi avrebbe guardata, lui uscì dal suo stato di “incantamento”, e mi guardò con un’espressione ambigua e vagamente ironica che mi ricordò per certi aspetti quella di … ma ovviamente pensai che era solo la mia impressione: quel tale soffriva di crisi di nervi e dava in escandescenze per poi afflosciarsi sulla sedia o sul pavimento direttamente.
Cosa stai facendo? Riprenditi, su!
Gli dissi un po’ infastidita, perché le persone attorno a noi avevano iniziato a guardarci e io pensavo che lui fosse in preda ad una crisi isterica e che c’era di che vergognarsi di dare simili spettacoli in chiesa, durante la messa e davanti a tutti.
Alzati e stai tranquillo, perché ci stanno già guardando tutti …
Ero arrabbiata con lui perché ogni volta che gli venivano quelle crisi generava scompiglio e noi eravamo imbarazzati non sapendo come calmarlo. Una donna matura ebbe compassione di noi e si avvicinò per chiederci se volevamo un po’ d’acqua. Stavo per accettare quando quel ragazzo mi parlò. Non so dire se mi parlò con tono di voce normale, da conversazione, o se parlò piano di modo che solo io che ero vicina potessi udirlo. Io lo udii chiaramente, gli altri non lo so. Ma se parlò a voce alta tutte le persone che erano vicino vennero a sapere che io ero “quella che fa reiki e vediamo un po’ che altro sai fare”.
Sì, perché è questo che mi disse, con quell’aria ironica stampata in faccia che non pareva neppure più lui. E neppure la voce, a dire il vero, pareva la sua. Era diversa. Era sempre la sua voce, cioè veniva da lui, da dentro di lui, ma … era diversa. Distorta, alterata, storpiata nel timbro in modo bizzarro, era roca e come “metallica” e per un istante ne fui stupita perché faceva davvero uno strano effetto sentirla. Assomigliava a quelle voci “da cartone animato” che vengono appositamente distorte mediante l’utilizzo di programmi appositi, o alle voci che vengono distorte al computer durante le interviste a persone che non vogliono correre il rischio di essere identificate neppure dalla loro voce.
Disse: - Dai, tu che fai reiki! Che altro sai fare? -.
Incavolarmi con chi va in giro a dire gli affari miei, per esempio.
Ma in quel momento ero più meravigliata che arrabbiata.
-      Come cavolo fai a sapere questa cosa? -.
Bisbigliai al ragazzo, ma lui continuò a sorridere in quel modo strano e ironico. Io non lo avevo detto a nessuno, tanto meno a lui: era un mio segreto e non volevo affatto che si sapesse, tanto meno che lo si sapesse a Medjugorje, durante una Messa, e detto da un indemoniato!
Ero così imbarazzata che volevo nascondermi, scappare via e tornare a casa immediatamente, altro che stare lì con tutti a guardaci e quel tale che continuava a sorridere beffardo, ridacchiare e rivelare le cose mie!
Vuoi andare a mettere in giro i manifesti di questa cosa?!
Non potete immaginare il mio imbarazzo quando una suora che era lì disse: - Già che ci siete andate pure a farlo scrivere sul giornale! -.
Volevo veramente … come dire … evaporare.
Meno male che mi accorsi che la maggior parte delle persone attorno a noi non aveva capito praticamente niente, pur udendo le parole del ragazzo (o dei suoi spiriti), ma probabilmente non ne compresero il significato. Alla fine accettai l’acqua che la signora ci aveva offerto, e la bevvi tutta io mentre il ragazzo ancora parlava, ridacchiava e faceva una quantità di versi privi di senso logico.
Ero furiosa.
Tuttavia rimasi in chiesa e poi le cose si calmarono e il ragazzo tornò normale. Non gli dissi niente.
Volevo strozzarlo. Ma lui non avrebbe mai saputo perché io volessi strozzarlo fuori dalla chiesa e dopo la fine della Messa. Infatti lui dopo le sue crisi non si ricordava più niente di quello che era successo, aveva “un vuoto” quando usciva da quel suo specie di “trance”. Quindi era inutile rinfacciargli le sue affermazioni.
Mancava solo un giorno al ritorno e in quel giorno io pregai per poter capire qualcosa, soprattutto della mia vita, perché avevo paura di cacciarmi in qualche pasticcio.
Pregai dicendo: - Io i miei dubbi li ho tutti, ma se in questo luogo c’è qualcosa di speciale, se questo è davvero un “luogo di grazia”, allora “che io trovi grazia”, ora! -.
Sentii allora una voce che non so da dove venisse ma mi raggiunse: era una voce femminile, una voce “pulita”, nitida, gentile ma normale, che disse: - Lascia il reiki e, con esso, lascia tutto quello che non viene da Dio -.
Compresi che mi veniva chiesto di riflettere e scegliere di acquisire consapevolezza ed operare dei cambiamenti nel mio modo di vivere la mia vita, in quello che facevo …
Ah… d’accordo… se lo vuoi Tu…
Dissi in risposta alla voce che avevo sentito, ma non bastava che lo volesse la Madonna, o il mio Angelo, o che lo volesse Dio: anche io dovevo volerlo, la scelta alla fine era mia.
Tornata a casa, impiegai un paio di giorni a riflettere ma durante la notte mi svegliai e mi accorsi che stavo piangendo. Sentii il desiderio di pregare, ma non avevo niente, non mi veniva in mente niente. Mi alzai comunque dal letto, indossai una felpa sopra il pigiama perché faceva freddo anche in casa. Mi sentivo inquieta, ma dato che tutti in casa stavano dormendo, accesi il pc, per distrarmi con internet. In quel momento che stavo davanti al monitor del pc con la schermata di Google, mi sentii ispirata di digitare la parola “preghiere cristiane” nella barra di ricerca. Poiché avvertivo il desiderio di pregare ma non mi veniva in mente niente, pensai di aiutarmi così. Quella navigazione in internet fu “guidata” secondo me. Infatti percepivo di nuovo chiaramente la presenza del mio Angelo al mio fianco. Quando capitai su una preghiera che si chiama “rinuncia a Satana” il mio Angelo mi disse: - Fermati su questa -.
Aprii il link, e le parole della preghiera apparvero sullo schermo. Le lessi e notai che l’atto di rinuncia menzionava anche reiki e altre forme di contattismo, channeling, occultismo, spiritismo, magia e via dicendo.
Allora pensai che era quello il momento per me per scegliere e che se fossi uscita dalla pagina web e avessi spendo il pc, sarebbe stato come se mi fossi ritirata da una scelta che non potevo evidentemente più rimandare. Così mi decisi e recitai la preghiera per intero, poi dissi “amen” e spensi il computer.
Tornai a letto e mi addormentai, ma chiamare sonno quel sonno sarebbe azzardato. Quella notte, quella successiva, e quella dopo ancora furono un incubo. Sognai strane creature, esseri grigi, esseri alieni, demoni che urlavano contro di me, mi afferravano, mi strattonavano, cercavano di sopraffarmi, ma alla fine io ne uscivo sempre incolume. Quando mi svegliavo, il sogno continuava in camera mia, e mi sentivo osservare, sfiorare, tirare per la manica e a volte il letto si spostava con me sopra di diverse decine di centimetri. Questo andò avanti per qualche notte: si spostava un po’ il letto, poi cadde un intero scaffale pieno di libri, poi si aprì di scatto l’anta dell’armadio e diversi vestiti caddero per terra. I vetri delle finestre della mia stanza vibravano come se qualcuno, dall’altra parte, tirasse loro un pugno (ma senza romperli). Avevo portato a casa un rosario da Medjugorje, lo lasciavo accanto al mio letto, sul comodino, e il giorno seguente al risveglio lo trovavo regolarmente annodato che certe volte era una vera impresa sciogliere quei nodi. Anziché spaventarmi per i miei incubi e i segni che ricevevo (quando gli oggetti cadevano o il letto si spostava in camera mia) fui incoraggiata nella fede e nella preghiera.
Scrissi una lettera al gruppo dove facevamo reiki e parlavamo, per dire che trovavo pericolose quelle cose e per dire loro che secondo me ci eravamo sbagliati, che era la strada sbagliata. Mi risposero che era bene parlarne … che forse le cose si potevano rivedere senza per questo sospendere l’attività del gruppo, che dopotutto rappresentava un diversivo e anche un punto di riferimento per alcune delle persone che vi prendevano parte e che come lo usavano come antidoto alla mentalità materialista, alla noia e alla routine quotidiana, del lavoro e della famiglia.
Tuttavia, io non volli più tornare nel gruppo e loro non mi cercarono, perché fui risoluta nella mia scelta. Diversi mesi più tardi venni a sapere che il gruppo si era sciolto a causa di diversi incidenti, problemi di salute e personali che avevano colpito a turno ciascuno dei suoi membri. E meno male che ne ero uscita prima!
Nel frattempo, avevo iniziato a vivere fenomeni strani, per quanto di intensità comunque moderata: avevo incubi molto frequenti riguardanti i demoni, incubi in cui i simboli usati in reiki balenavano di fronte ai miei occhi assumendo forme distorte, sperimentavo stati di angoscia, ma soprattutto, quando ero sveglia, diventavo vittima di strani incidenti domestici che capitavano solo a me in famiglia (mi cadevano le cose che prendevo in mano come se qualcuno me le portasse via dalle mani per poi farle cadere, oppure un mobile si spostava da solo mentre io passavo così ci andavo a sbattere contro, e altre volte mi sentivo spingere di modo che rischiassi di perdere l’equilibrio). Avevo percezioni strane, come di essere “sotto attacco”, e avevo ispirazioni sotto forma di idee e concetti mentali, le quali corrispondevano al significato di frasi provocatorie o atte a spaventarmi (ispirazioni da significato del tipo “che avevo tradito Dio, che ero una fallita, che sarei morta, che avevo rovinato la mia famiglia, che mi sarebbero venute malattie orrende, che nessuno mi avrebbe creduto ma tutti mi avrebbero presa per una pazza”, ecc).
Una sera si arrivò al culmine quando apparve una scritta misteriosa su un muretto di cinta davanti alla mia finestra. Nessuno sapeva chi l’avesse prodotta e quando, era come se fosse spuntata fuori all’improvviso. Quando la lessi, sentii che era rivolta a me. La scritta, in stampatello e a caratteri grandi e neri, riportava il mio nome, anzi il diminutivo con cui sono famigliarmente chiamata da amici e famigliari, seguita dalle parole: “torna da noi”.
A volte di notte si spostava il letto con me sopra, e quindi mi svegliavo. I vetri vibravano come se qualcuno ci battesse sommessamente, ma ripetutamente contro e io intravedevo sagome oscure muoversi attorno al mio letto e me ne sentivo in qualche modo minacciata. Prendevo allora un’immagine della Madonna che P. Jozo aveva benedetto nei pressi di Medjugorje dopo un incontro con i pellegrini, e mi addormentavo con quell’immagine sotto il cuscino. A volte dicevo: - Per favore, Signora, mandali via! -. Io la Madonna all’epoca di quei fatti la chiamavo Signora perché “loro”, quelle entità oscure, la chiamavano così. In quel periodo avevo molti contatti con “loro”, con gli spiriti che venivano a “tormentare” le mie notti, e talvolta anche le mie giornate, e avevo sentito che essi chiamavano la Madonna “Signora”.
Una volta arrivai a pensare che quegli spiriti mi avrebbero voluta ammazzare proprio, perché fu solo grazie all’intervento dell’Angelo Custode se non caddi rovinosamente giù per le scale, visto che avevo ricevuto una spinta mentre le scendevo. Ma alla fine ogni incidente rimase contenuto, non mi fu fatto del male perché “la Signora non lo permetteva”.
Un regalo che mi fece la Madonna in quel periodo fu quello di conoscere alcune persone di un gruppo di Rinnovamento nello Spirito, alle quali raccontai le mie vicende e con le quali iniziai a pregare. Io ho sempre avuto il desiderio di fare parte di un gruppo per condividere valori ed esperienze, per questo ero entrata nel gruppo di reiki e di discussioni spirituali ed etiche. Mi piace stare in compagnia, non sempre da sola. Ci sono dei momenti in cui si procede da soli, ma poi abbiamo bisogno di stare con gli altri e condividere le nostre esperienze e la nostra preghiera con loro. Per me la vera “Chiesa” è questa, stare con gli altri per pregare insieme, come una piccola comunità. Per questo il gruppo di Rinnovamento nello Spirito fu importante per me, perché è come un piccola comunità in cui ho trovato preghiera, luce, ispirazione, conforto e amicizia. In cui ho trovato una dimensione adatta a me per vivere la mia relazione con Dio, tramite Maria Ss.
Adesso queste vessazioni di cui ho fatto esperienza sono praticamente finite, dopo diversi mesi di preghiere e di vita “in Grazia”… negli ultimi mesi erano diventate molto sporadiche e io, sapendo che erano una permissione divina, le accoglievo come un dono bellissimo di Dio per rendermi forte nella fede e nella preghiera. Se mai dovesse capitare dell’altro, lo accoglierò sempre in questo modo, come un Regalo del Signore.
Sono grata a Dio di tutto questo Amore che ho ricevuto … un Amore concreto, che mi ha fatto capire molte cose e mi ha dato modo di scegliere consapevolmente … vorrei non avere mai combinato pasticci né con reiki, né con qualsiasi altro tentativo che avevo fatto in da ragazzina nei confronti del paranormale e del preternaturale … ma questa è stata la mia vita, o comunque un periodo di essa abbastanza lungo e lo devo accettare.
Ora ho una vita normale, ma in realtà vivere “da cristiani”, cercando di seguire Gesù “non è normale” in un mondo come il nostro di ora, che è lontano dal Vero, cioè è lontano da Dio e dal Suo Amore … perciò in realtà la mia vita e la vita di quelli che pregano, credono e sperano … non è normale, ma è straordinaria, è difficile ed è bellissima.

F.